linguaggio musicale
musica contemporanea

  Uno degli obiettivi formativi fondamentali del Liceo Artistico Statale "B. Cassinari" consiste nella conoscenza della cultura musicale.
In ogni ordinamento di alta formazione artistica successiva al diploma (Accademie di Belle Arti, Istituto Europeo di Design - IED, Facoltà di Architettura) è presente l'insegnamento musicale; questo perché il linguaggio sonoro è un elemento fondamentale della produzione artistica contemporanea. A fronte di ciò, l'insegnamento artistico a livello liceale non contempla nei propri curricoli uno specifico insegnamento musicale.
Al di là di una pratica con lo strumento, è sul terreno storico ed estetico che andrebbe inserito tale insegnamento, al pari delle altre discipline, con la possibilità di accennare almeno alla storia della musica nel momento in cui viene trattato, per fare solo qualche es., il Romanticismo o l'Espressionismo (Scuola di Vienna) nell'ambito delle diverse materie curricolari.

Tra gli indirizzi del Liceo, quelli in cui risulta particolarmente appropriato l'insegnamento musicale, sono l'indirizzo Audiovisivo e multimediale, Scenografia, ma anche l'indirizzo Arti figurative, per le ragioni dette all'inizio e Architettura.
     
  Perseguendo l'obiettivo della conoscenza della cultura musicale il liceo artistico "Cassinari"
organizza conferenze di filosofia della musica riguardanti temi specifici, trattandoli secondo un approccio a carattere multidisciplinare >>
   realizza pubblicazioni in tal senso >>
   sviluppa progetti e percorsi curricolari pluriennali >>
     
   Questa pagina riguarda in particolare alcune delle attività, dei progetti e degli argomenti proposti nell'ambito dell'indirizzo Audiovisivo e multimediale.
     
   Tra gli obiettivi specifici riguardanti la cultura musicale vi è quello della conoscenza della produzione musicale contemporanea.
Vengono di seguito evidenziati compositori delle nuove generazioni presenti alla Biennale Musica 2015 le cui opere sono state proposte all'ascolto degli studenti nell'ambito di una loro attività progettuale >>
     
   Luca Antignani >>
   Silvia Borzelli >>
   Aureliano Cattaneo >>
   Benoît Chantry >>
   Pasquale Corrado >>
   Milica Djordjevic >> 
   Dai Fujikura >>
   Federico Gardella >>
   Lara Morciano >>
   Nina Šenk >>
   Marcin Stańczyk >>
    Filippo Zapponi >>
     
     
   Selezione di opere fondamentali dall'anno 2000 in: Paul Griffiths, La musica del Novecento, Einaudi, 2014
     
   

2000. in vain >>
Georg Friedrich Hass

Il carattere di quest’ora e più di musica per ventiquattro strumentisti è inseparabile dalle circostanze speciali richieste dalla partitura, secondo la quale certe sezioni vanno suonate nel buio più completo […]
Suonata con la luce, la parte iniziale è caratterizzata dal temperamento equabile e, almeno all’inizio, da continue folate discendenti […]
Dopo un po’ arrivano le note non temperate, e a quel punto la luce sfuma.
Quando si arriva all’oscurità completa, il suono si è stabilizzato in una massa di accordi che si spostano lentamente…

2001. Concerto per violino >>
Unsuk Chin

Questo concerto è un notevole esempio si quel genere di stile moderno che sa richiamare immagini del passato in un ambito decisamente nuovo. La Chin dà soltanto numeri da metronomo ai suoi movimenti, ma sarebbe semplice fornire indicazioni verbali di tipo tradizionale. L’intera storia del concerto per violino viene chiamata in causa e centrifugata…

2004. Induuchlen >>
Heinz Holliger

Il titolo, «Imbrunire », è lo stesso della terza delle quattro poesie di Streich […] Nell’interpretazione di Holliger […] l’esperienza dell’imbrunire è esistenziale. […] Si potrebbe forse pensare, in questo brano lento che procede a tentoni, che i due partecipanti, il corno e la voce, si stiano sforzando di trovarsi. Oppure che siano due aspetti di una singola personalità che si è divisa, si è allontanata da se stessa e sta cercando di ricompattarsi. Lo sviluppo ulteriore di questa canzone – un lungo assolo di corno – è straordinario…

2004. Il suono e il tacere >>
Salvatore Sciarrino

Sullo sfondo di un leggero battito cardiaco di percussioni, e con la presenza sconcertante degli archi che esalano un rantolo, l’orchestra annuncia la propria trasformazione in un corpo umano. A questo primo rantolo – una scivolata balbettante, bassa e verso il basso – ne fa seguito un altro, ancora più basso, come sedagli abissi della memoria collettiva dell’orchestra fosse scaturito il ricordo di come una seconda frase deve bilanciare una prima, il dopo deve succedersi al prima…

2007. Grá agus Bás >>
Donnacha Dennehy

La musica di Dennehy trae ispirazione da due correnti principali della generazione precedente:il minimalismo urbano (nella versione di Louis Andriessen e dei compositori newyorkesi più giovani come Michael Gordon) e la musica spettrale. In questa composizione, tuttavia, c’è una terza fonte di ispirazione che potrebbe sembrare del tutto fuori luogo rispetto alle altre due:il sean-nós (vecchio stile), una forma di canto solista tradizionale originario dell’Ovest e del Sud dell’Irlanda, che però si accorda benissimo all’energia degli ostinati della Dennehy e al suo raffinato uso dei microtoni…

2007. Stifters Dinge >>
Heiner Goebbels

Non ci sono persone in quest’opera teatrale, solo una serie di pozze d’acqua rettangolari da cima a fondo del palcoscenico. L’acqua viene illuminata, vi vengono proiettate delle immagini, oppure è in movimento inquieto. Sull’acqua può passare, su rotaie che vanno da una parte all’altra, una grande struttura che può essere una superficie illuminante o proiettante, ma che si rivela anche essere un assemblaggio di cinque pianoforti meccanici. […] Il metallo è l’acqua, il clangore del primo e lo scorre della seconda, le voci umane vicine e distanti, i suoni di orologi e altre macchine, compresi quelli dei pianoforti meccanici, vanno a formare un mondo sonoro ipnotico…

2006-2008. Schnee >>
Hans Abrahamsen

Concepita per due pianoforti e percussioni con trio di legni e trio d’archi. Schnee (Neve) è un’ora di canoni sempre più cristallizzati che sono anche ritratti musicali della neve: le sue tormente, il modo in cui copre e cancella il paesaggio, la sue delicatezza e il suo gelo…

2009. Remnants of Songs… An Amphigory >>
Olga Neueirth

Il titolo e parte dell’ispirazione per questa composizione vengono dal libro di Ultich Baer Remnants of Song, uno studio su due artisti dell’era moderna – Baudelaire e Celan – e su come gli avvenimenti storici traumatici delle loro epoche li hanno portati a reazioni apparentemente opposte, spesso in contrapposizione anche nel singolo artista: la serietà ai limiti della disperazione e la sfrenatezza giocosa. L’arte prodotta in circostanze simili può sforzarsi di tendere all’infinito ma anche, allo stesso tempo, diventare un’« amphigory » (ovvero una composizione burlesca e nonsense)…

2009. murmurs >>
Rebecca Saunders

Giustamente, molti dei titoli della Saunders hanno a che fare con il colore (cinnabarvermillonBlue and Gray), ma molti altri indicano la ricerca delle vestigia, un flebile segnale di cose perdute, l’assenza che denota una presenza, come nel caso di a visible trace per undici strumenti (2006) o di murmurs (sussurri) per un ensemble di dieci. Un’altra cosa tipica della Saunders è che questo titolo contiene un riferimento a Beckett, e in particolare a Company, da cui la compositrice trae l’epigrafe: « La luce infinitamente fioca è vera perché ormai non è altro che un sussurro »…

2011-12. Unfolding >>
Francesca Verunelli

Scritta su commissione dell’IRCAM, questa composizione è concepita per quartetto d’archi con un componente elettronico come quinto strumento. […]
Ciò che si « dispiega » (come da titolo) in questo brano di ventuno minuti è un sistema di sentieri, spesso imboccati in serie, in cui una serie di mortivi basilari – « elementi radicali » –, come li chiama la compositrice – sembrano trovare ognuno il proprio modo di andare avanti.

da: Paul Griffiths, La musica del Novecento, Einaudi, 2014

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